Il fidanzato di Chiara (26), assassinata, è in carcere in Italia da 19 anni, ma una nuova analisi del DNA indica un altro uomo: “Se non è stato lui, chi è stato?”. – News

Diciannove anni fa, la giovane Chiara Poggi (26) fu assassinata in pieno giorno nella sua casa. L’attenzione si concentrò subito sul fidanzato, che finì poi in carcere. Una nuova analisi del DNA minaccia ora di ribaltare completamente il caso: i risultati non puntano più al sospettato. “Non è stato condannato per via delle prove”.

È il 13 agosto 2007 e la studentessa Chiara Poggi (26) ha appena finito di fare colazione. Quando suona il campanello e lei apre la porta, sarà l’ultima volta. Viene assassinata in pieno giorno e più tardi, quello stesso giorno, trovata in una pozza di sangue dal fidanzato, Alberto Stasi.

Il crimine ricevette un’ampia copertura mediatica in Italia, con una successione di servizi giornalistici, programmi televisivi e interviste dedicati al caso. Trovare prove si rivelò particolarmente difficile. In assenza di indizi concreti, prove o dell’arma del delitto, gli investigatori rivolsero rapidamente la loro attenzione ad Alberto: chi altri se non lui avrebbe fatto entrare Chiara dopo colazione, mentre era ancora in pigiama?

Inoltre, Alberto indossava scarpe sospettosamente pulite il giorno dell’omicidio: non le avrebbe lavate subito dopo?

Il 12 dicembre 2015, la Corte di Cassazione ha definitivamente riconosciuto il fidanzato della vittima, Alberto Stasi, all’epoca studente di economia, come unico colpevole del crimine. È stato condannato a 16 anni di reclusione.

Con ciò, il caso sembrava chiuso. Tuttavia, a causa di una serie di nuove rivelazioni, il caso rischia di essere completamente ribaltato e verrà riaperto.

Analisi del DNA
Alberto ha un alibi. Secondo i testimoni, è accertato che lo studente stava lavorando alla sua tesi al computer di casa poco prima delle 10 del mattino. Inizialmente si pensava che Chiara fosse stata uccisa di prima mattina, ma nuove indagini forensi indicano che l’omicidio deve essere avvenuto mezz’ora dopo la colazione. Questo rende meno probabile che sia stato Alberto, poiché avrebbe dovuto agire molto rapidamente.

E c’è di più. Mentre inizialmente si era ipotizzato un furto lampo, nuove prove indicano una colluttazione violenta e prolungata durante la quale Chiara è stata aggredita e picchiata. Probabilmente è stato usato anche un martello.

Ma la scoperta più importante è rappresentata da una nuova analisi del DNA risalente a un anno fa. Le tracce di DNA rinvenute sotto le unghie di Chiara non puntano ad Alberto, bensì a una persona completamente diversa: Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Di conseguenza, la Procura ha riaperto le indagini sul caso.

Marco Poggi, fratello di Chiara. Sarà nuovamente interrogato come testimone.

Marco Poggi, fratello di Chiara. Sarà nuovamente interrogato come testimone. © Photo News
Amico geloso del fratello
L’uomo, ora 42enne, frequentava spesso la loro casa e, a quanto pare, era infatuato di Chiara. I pubblici ministeri ora sospettano che sia lui l’assassino, perché lei non ha ceduto alle sue avances.

Sempio, che nega ogni accusa a suo carico, comparirà mercoledì davanti al pubblico ministero di Pavia. I suoi avvocati hanno già dichiarato che si avvarrà del diritto di rimanere in silenzio, poiché l’inchiesta non è ancora conclusa e lui nega tutto.

Alberto è stato condannato in base alla domanda: “Se non l’ha fatto lui, chi l’ha fatto?”.

Un avvocato di Alberto Stasi
I pubblici ministeri sostengono che Sempio abbia ucciso la donna colpendola alla testa e al viso almeno dodici volte con un oggetto contundente. Ora stanno cercando di ribaltare la condanna di Stasi. Uno degli avvocati di Stasi dichiara ai media che “Alberto non è stato condannato tanto per le prove, quanto per la domanda fondamentale posta in questo processo: ‘Se non l’ha fatto lui, chi l’ha fatto?’”.

“Non essendoci alternative plausibili, doveva essere lui”. Oggi, dopo 19 anni, Alberto Stasi è ancora in carcere.

Related Articles

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Back to top button

Adblock Detected

Disable ADBLOCK to view this content!